Il problema non è raccogliere i contatti: è cosa succede nei minuti successivi. Un lead che resta in una casella email fino al giorno dopo ha probabilità molto più basse di diventare cliente, e un lead senza informazioni di provenienza non permette di capire quale campagna stia funzionando.
Prima di collegare qualunque sistema serve l’elenco completo dei punti da cui arrivano i contatti. Nella maggior parte dei casi sono più di quelli che si ricordano.
L’errore più comune è collegare solo la fonte più visibile e continuare a gestire le altre a mano: il CRM resta incompleto e i confronti tra canali non hanno senso.
Questa è la parte che decide se, sei mesi dopo, sarà possibile capire quale campagna ha generato fatturato. Sono informazioni che esistono solo nel momento della compilazione: se non vengono salvate allora, non sono più recuperabili.
I parametri arrivano nell’URL della prima pagina visitata e non sono più presenti nelle pagine successive. Se il form legge i parametri solo dall’URL corrente, un utente che naviga due pagine prima di compilare arriva senza provenienza. Per questo i valori vanno letti all’ingresso e conservati per la durata della sessione, quindi inseriti nel form come campi nascosti.
| Dato | A cosa serve |
|---|---|
| Pagina di provenienza e URL | Capire quale contenuto genera contatti |
| `utm_source`, `utm_medium`, `utm_campaign` | Attribuire il contatto alla campagna corretta |
| `gclid` | Rimandare a Google Ads l’esito del contatto |
| `fbclid` | Ricostruire la provenienza dalle inserzioni Meta |
| Data e ora | Misurare il tempo di primo contatto |
| Servizio o interesse selezionato | Assegnare la richiesta alla persona giusta |
| Consenso privacy e data | Documentare la base del trattamento |
Sul sito questi valori vanno letti dall’URL di ingresso e conservati per la durata della sessione, perché l’utente spesso naviga diverse pagine prima di compilare il form.
La maggior parte delle configurazioni si ferma al punto 6. È il motivo per cui molte campagne ottimizzano sul numero di contatti e non sulla loro qualità: la piattaforma non sa quali contatti sono diventati clienti, quindi non può distinguerli.
Rimandare l’esito consente di:
Il collegamento tecnico usa il `gclid` per Google Ads e i dati equivalenti per Meta: sono i valori salvati al punto 2 del flusso, e questo è il motivo per cui vanno conservati con il contatto.
Un flusso di questo tipo si costruisce collegando gli strumenti già presenti in azienda, senza sostituirli. È uno dei casi in cui l’automazione su misura ha il ritorno più rapido, perché incide direttamente sulla qualità dei dati con cui vengono gestite le campagne Meta Ads e Google Ads.
Collegare le piattaforme fra loro è uno degli interventi più rapidi da mettere in produzione fra le automazioni aziendali.
Da approfondire: Quali processi si possono automatizzare.
Come verificare che il tracciamento Google Ads funzioni: prova dal browser, anteprima di Tag Manager,…
Come stabilire un budget Google Ads partendo da costo per clic, tasso di conversione, valore…
Per verificare il tracciamento Meta si parte dal browser, controllando che gli eventi partano sulle…
Come monitorare in automatico sito, landing page e moduli di contatto: cosa controllare, con quale…
Quando una campagna Meta spende senza generare risultati, il primo controllo riguarda la misurazione: se…
Nelle campagne di lead generation il costo per contatto sale quasi sempre per tre motivi:…