Campagna Google Ads non spende: cosa controllare

Una campagna che non spende è meno drammatica di una che spende male, ma blocca comunque il progetto: senza impressioni non ci sono clic, senza clic non ci sono dati e senza dati nessuna ottimizzazione è possibile. I controlli seguono un ordine preciso, dal più generale al più specifico.

Stato dell’account e pagamenti

Il livello più alto è l’account. Se l’account è sospeso o il metodo di pagamento non è valido, nessuna campagna può erogare, indipendentemente dalle impostazioni.

  • Verifica che non ci siano avvisi in cima all’interfaccia: sospensioni, violazioni di policy, pagamenti rifiutati.
  • Controlla la validità della carta o del metodo di addebito: una carta scaduta blocca l’erogazione senza altre segnalazioni evidenti.
  • Se l’account usa pagamenti manuali, verifica che il saldo non sia esaurito.
  • Se sono impostati limiti di spesa a livello di account, controlla che non siano già stati raggiunti.

Annunci non approvati

Un annuncio in revisione o rifiutato non viene mostrato. Se il gruppo di annunci contiene un solo annuncio e quello è rifiutato, il gruppo non eroga affatto.

Le motivazioni di rifiuto più frequenti riguardano l’uso di superlativi non verificabili, la punteggiatura nei titoli, i riferimenti a categorie sensibili e le pagine di destinazione non raggiungibili. Nella scheda dedicata agli annunci lo stato indica la motivazione precisa e permette di richiedere una nuova revisione dopo la correzione.

Estensioni e asset rifiutati

Anche un asset rifiutato in una campagna Performance Max può ridurre drasticamente l’erogazione, perché il sistema ha meno combinazioni disponibili. Vale la pena controllare la sezione degli asset e non solo quella degli annunci.

Offerte troppo basse

Se l’offerta massima per clic è sotto la soglia di ingresso dell’asta, la campagna ottiene impressioni residuali o nulle. Con le strategie automatiche lo stesso effetto si verifica quando il target di costo per acquisizione è irrealisticamente basso o il target di ritorno sulla spesa è troppo alto.

ImpostazioneEffetto se troppo restrittiva
CPC massimo manualePoche o nessuna impressione
Target CPAImpressioni limitate, campagna che non esce dall’apprendimento
Target ROASErogazione quasi nulla su cataloghi con margini bassi
Limite di offerta su strategia automaticaLa strategia non può competere nelle aste rilevanti

Lo strumento di previsione presente in piattaforma indica la quota di impressioni perse per offerta troppo bassa: è il dato più utile per capire se il problema è economico o strutturale.

Pubblico troppo ristretto

Sovrapporre molti criteri restringe il pubblico più di quanto sembri. Ogni criterio aggiuntivo è un’intersezione, non una somma.

Controlli utili:

  1. Verifica l’ampiezza dell’area geografica e le impostazioni di presenza o interesse.
  2. Controlla che i pubblici siano impostati come osservazione e non come targeting, se non era l’intenzione.
  3. Verifica le esclusioni: un elenco di esclusioni ereditato da vecchie campagne può bloccare quasi tutto.
  4. Controlla la pianificazione oraria: una campagna limitata a poche ore al giorno spende poco per definizione.
  5. Verifica le esclusioni di dispositivo: un’offerta ridotta al minimo su mobile equivale quasi a un’esclusione.
  6. Nei pubblici di remarketing, controlla la numerosità minima richiesta: sotto la soglia, il pubblico non è utilizzabile.

Volume di ricerca insufficiente

Alcune parole chiave hanno semplicemente troppo poche ricerche. Lo stato “volume di ricerca ridotto” indica che la parola chiave resta inattiva finché non raggiunge un volume minimo.

È tipico dei settori molto verticali e delle ricerche molto lunghe. La soluzione non è aumentare l’offerta, ma ampliare il set di parole chiave verso termini più generali con esclusioni adeguate.

Errori comuni

  • Campagna in pausa a livello di gruppo o di parola chiave: la campagna risulta attiva, ma i livelli inferiori sono fermi.
  • Data di fine impostata in passato: la campagna resta attiva nell’elenco ma non eroga.
  • Conflitto tra esclusioni e targeting: una località esclusa che coincide con l’area target.
  • Pagina di destinazione non raggiungibile: se il sito restituisce un errore, gli annunci vengono sospesi.
  • Modifiche fatte in un account MCC diverso da quello attivo: capita più spesso di quanto si pensi in strutture con più account.

Checklist

  1. Nessun avviso di sospensione o pagamento in cima all’account.
  2. Metodo di pagamento valido e limiti di spesa non raggiunti.
  3. Campagna, gruppo e parole chiave attivi, non in pausa.
  4. Data di fine campagna assente o futura.
  5. Annunci e asset approvati.
  6. Offerte o target coerenti con le stime della piattaforma.
  7. Area geografica, pianificazione e dispositivi non eccessivamente ristretti.
  8. Pubblici impostati come previsto, esclusioni verificate.
  9. Pagina di destinazione raggiungibile e con risposta corretta.
  10. Volume di ricerca sufficiente sulle parole chiave principali.

Quando questi punti sono verificati e la campagna continua a non erogare, il problema è quasi sempre di struttura: parole chiave troppo specifiche, budget troppo basso rispetto al costo per clic del settore, o un obiettivo di conversione non raggiungibile con l’impostazione attuale. È il momento in cui conviene rivedere l’impianto complessivo, come descritto nella pagina sulla gestione Google Ads.

Se il problema si ripete su più campagne, spesso la causa è a monte, nella struttura dell’account: è uno degli aspetti che seguo nella gestione delle campagne Google Ads.

Da approfondire: Perché google ads spende senza convertire.

Ludovica

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