Una campagna che non spende è meno drammatica di una che spende male, ma blocca comunque il progetto: senza impressioni non ci sono clic, senza clic non ci sono dati e senza dati nessuna ottimizzazione è possibile. I controlli seguono un ordine preciso, dal più generale al più specifico.
Il livello più alto è l’account. Se l’account è sospeso o il metodo di pagamento non è valido, nessuna campagna può erogare, indipendentemente dalle impostazioni.
Un annuncio in revisione o rifiutato non viene mostrato. Se il gruppo di annunci contiene un solo annuncio e quello è rifiutato, il gruppo non eroga affatto.
Le motivazioni di rifiuto più frequenti riguardano l’uso di superlativi non verificabili, la punteggiatura nei titoli, i riferimenti a categorie sensibili e le pagine di destinazione non raggiungibili. Nella scheda dedicata agli annunci lo stato indica la motivazione precisa e permette di richiedere una nuova revisione dopo la correzione.
Anche un asset rifiutato in una campagna Performance Max può ridurre drasticamente l’erogazione, perché il sistema ha meno combinazioni disponibili. Vale la pena controllare la sezione degli asset e non solo quella degli annunci.
Se l’offerta massima per clic è sotto la soglia di ingresso dell’asta, la campagna ottiene impressioni residuali o nulle. Con le strategie automatiche lo stesso effetto si verifica quando il target di costo per acquisizione è irrealisticamente basso o il target di ritorno sulla spesa è troppo alto.
| Impostazione | Effetto se troppo restrittiva |
|---|---|
| CPC massimo manuale | Poche o nessuna impressione |
| Target CPA | Impressioni limitate, campagna che non esce dall’apprendimento |
| Target ROAS | Erogazione quasi nulla su cataloghi con margini bassi |
| Limite di offerta su strategia automatica | La strategia non può competere nelle aste rilevanti |
Lo strumento di previsione presente in piattaforma indica la quota di impressioni perse per offerta troppo bassa: è il dato più utile per capire se il problema è economico o strutturale.
Sovrapporre molti criteri restringe il pubblico più di quanto sembri. Ogni criterio aggiuntivo è un’intersezione, non una somma.
Controlli utili:
Alcune parole chiave hanno semplicemente troppo poche ricerche. Lo stato “volume di ricerca ridotto” indica che la parola chiave resta inattiva finché non raggiunge un volume minimo.
È tipico dei settori molto verticali e delle ricerche molto lunghe. La soluzione non è aumentare l’offerta, ma ampliare il set di parole chiave verso termini più generali con esclusioni adeguate.
Quando questi punti sono verificati e la campagna continua a non erogare, il problema è quasi sempre di struttura: parole chiave troppo specifiche, budget troppo basso rispetto al costo per clic del settore, o un obiettivo di conversione non raggiungibile con l’impostazione attuale. È il momento in cui conviene rivedere l’impianto complessivo, come descritto nella pagina sulla gestione Google Ads.
Se il problema si ripete su più campagne, spesso la causa è a monte, nella struttura dell’account: è uno degli aspetti che seguo nella gestione delle campagne Google Ads.
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