Gli elementi che servono sempre
- Titolo coerente con l'annuncio e con la ricerca o la creatività che ha portato il clic.
- Spiegazione dell'offerta in poche righe: cosa si ottiene, per chi è, cosa succede dopo la richiesta.
- Risposte alle obiezioni reali, raccolte da chi parla con i clienti.
- Modulo essenziale con i soli campi utili a valutare la richiesta.
- Chiamata all'azione ripetuta nei punti in cui la decisione matura.
- Tracciamento configurato e verificato prima della pubblicazione.
Cosa cambia tra Google Ads e Meta Ads
| Traffico da Google Ads | Traffico da Meta Ads | |
|---|---|---|
| Stato di chi arriva | Sta già cercando | Non stava cercando |
| Apertura della pagina | Conferma la ricerca | Riprende la creatività |
| Quantità di spiegazione | Ridotta | Maggiore, prima della richiesta |
| Priorità | Corrispondenza con l'annuncio | Continuità visiva e contesto |
Checklist prima della pubblicazione
- Il titolo contiene le parole dell'annuncio.
- La pagina ha un solo obiettivo, senza percorsi alternativi.
- Il modulo è utilizzabile con una mano su smartphone.
- Esiste una pagina o un messaggio di conferma.
- Gli eventi di conversione sono verificati su Google Ads, Meta Ads e Google Analytics 4.
- I tempi di caricamento sono stati controllati su rete mobile.
Errori comuni
- Usare la home del sito come pagina di destinazione: contiene troppe uscite e nessuna promessa specifica.
- Riempire la pagina di testo per sembrare completi: chi arriva da un annuncio legge poco e decide in fretta.
- Pubblicare senza aver provato il modulo dal telefono.
In sintesi
La struttura di base è la stessa, ma l'ordine e la quantità di spiegazione cambiano in base alla provenienza del traffico. Progettare la pagina insieme alle campagne Google Ads e Meta Ads evita il caso più frequente: un annuncio che promette una cosa e una pagina che ne racconta un'altra.
Questi elementi non si aggiungono a fine lavoro: entrano nel progetto fin dall’inizio, come avviene nella realizzazione di landing page per le campagne.
