“La campagna spende ma non arriva niente” è una delle frasi più frequenti in una prima consulenza. Nella maggior parte dei casi la causa non è la piattaforma, ma un disallineamento tra ciò che l’annuncio promette, ciò che la pagina mantiene e ciò che l’account misura.
Prima di intervenire sulle campagne va escluso il caso più banale e più frequente: le conversioni ci sono, ma il sistema non le vede. Basta confrontare due numeri: le richieste effettivamente ricevute nel periodo (email, telefonate, ordini nel gestionale) e le conversioni registrate in Google Ads.
Se il gestionale mostra richieste che Google Ads non riporta, il problema è di misurazione e va risolto prima di toccare le campagne. I controlli specifici sono descritti nell’articolo dedicato al caso in cui Google Ads non registra le conversioni.
Il rapporto sui termini di ricerca mostra le ricerche reali che hanno attivato gli annunci, non le parole chiave inserite. È il punto di partenza più affidabile per capire dove finisce il budget.
Cosa cercare, in pratica:
Ogni ricerca non pertinente diventa una parola chiave da escludere. Un elenco di esclusioni curato è uno degli interventi con il rapporto migliore tra tempo impiegato e risultato.
Con la corrispondenza generica Google interpreta il significato della parola chiave e può mostrare l’annuncio su ricerche molto distanti. Non è un difetto da eliminare a priori: serve però un presidio settimanale dei termini di ricerca, soprattutto nelle prime settimane.
Questa è la causa più sottovalutata. Un annuncio molto specifico che porta alla homepage costringe l’utente a cercare da solo ciò che l’annuncio gli aveva già promesso. La maggior parte non lo fa.
Segnali tipici di un problema di pagina:
| Sintomo | Causa probabile | Intervento |
|---|---|---|
| CTR alto, conversioni zero | Pagina non coerente con l’annuncio | Pagina dedicata per gruppo di annunci |
| Conversioni solo da desktop | Form o pulsante inutilizzabile su mobile | Verifica su dispositivo reale |
| Abbandono immediato | Caricamento lento o contenuto non pertinente | Ottimizzazione peso pagina e testo |
| Molte visite al form, pochi invii | Troppi campi o errori non chiari | Riduzione campi e messaggi di errore leggibili |
L’argomento è approfondito nella pagina dedicata alle landing page.
Le strategie automatiche fanno esattamente ciò che viene chiesto loro. Se l’obiettivo impostato è “massimizza i clic”, la campagna porterà clic: non contatti. Se l’obiettivo è la massimizzazione delle conversioni ma le conversioni tracciate sono le visualizzazioni di pagina, la campagna ottimizzerà per generare visualizzazioni di pagina.
Controlli utili:
Dividere un budget limitato su otto campagne significa che nessuna raccoglie dati sufficienti per uscire dalla fase di apprendimento. Il risultato è una spesa distribuita e un’ottimizzazione che non parte mai.
In presenza di budget contenuti conviene concentrare: meno campagne, meno gruppi di annunci, un obiettivo per volta. È meno elegante da mostrare in un report, ma produce dati leggibili.
Una diagnosi ordinata evita l’errore più costoso: cambiare tutto insieme e non capire più cosa ha funzionato. La gestione continuativa delle campagne esiste esattamente per questo.
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